Non possiamo discendere due volte nel medesimo fiume e non possiamo toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato. Ma a volte abbiamo bisogno di capire da dove siamo partiti per percorrere la nostra strada.

Cronache da un futuro passato – puntata prima

Jon Savage ha pubblicato "1966 l'anno in cui esplose il decennio".

Perché è importante il 1966

Lo scrittore britannico Jon Savage ha fatto uscire, nei paesi anglofoni, il suo ultimo libro “1966 l’anno in cui esplose il decennio”. Riassumiamo qui l’intervista dello scrittore rilasciata ad Alberto Campo del Mucchio. Jon Savage sostiene la tesi che gli anni sessanta ebbero come apice il 1966, anno chiave della svolta culturale che influenzerà i decenni successivi, affermando anche che “il 1966 cominciò pop e finì rock”. Ci fu una immissione sul mercato di concetti innovativi e sperimentali attraverso i dischi.

Come si è sviluppata la nuova scena

In Gran Bretagna ci furono più risvolti culturali, con Londra centro del movimento,  mentre negli Stati Uniti le implicazioni furono più politiche. Los Angeles diviene la capitale dei teenager nella primavera del ’66, mentre sfiorisce la Swinging London; a sua volta Los Angeles declina a favore di San Francisco, già nell’autunno dello stesso anno, che diventa la città più importante con lo Human-be-in del 14 gennaio 1967. I prodotti culturali, e le canzoni in primo luogo, di quell’epoca fanno parte della nostra vita quotidiana e tutt’ora lo spirito libertario e progressista nato in quel periodo viene contrastato. Ma ci sono sempre movimenti giovanili pronti a sostenerlo.

Il libro: “1966 l’anno in cui esplose il decennio”

Jon Savage fa l’importante considerazione: “Non credo che allora le cose fossero migliori, erano solo diverse. Ogni generazione ha i suoi tempi e i suoi obiettivi e i giovani sono sempre in grado di trovare soluzioni ai problemi che hanno di fronte.”

Nel libro viene proposta una selezione di canzoni del 1966, e noi abbiamo scelto queste.

Dusty Springfield: Little by little, fantastico martello soul dal ritmo sincopato.

The Who: Substitute, l’unica della lista che conosco.

The Kinks: Big Black Smoke, un racconto dickensiano della Swinging London

The 100 Club ospita la rassegna The Resolution per ricordare il 1976.

Il punk è morto, lunga vita al punk. Ma quando è nato?

Il punk compie 40 anni e nel corso del 2016 Londra celebrerà in grande stile l’avvenimento con eventi, concerti, film, convegni, mostre e tanto altro.

Nello storico locale di Londra The 100 Club, che nel 1976 ospitò il primo festival che accese i riflettori sul movimento, si è tenuta dal 5 al 14 gennaio 2016 una 10 giorni di concerti per ricordare l’anniversario della rivoluzione punk, che continua ad influenzaci oggi. Sul palco sono salite sia band attive già dall’inizio della “detonazione” come GBH, Discharge, Anti-pasti, The Outcasts e 999 sia altre band che hanno frequentato il genere negli anni successivi.

Il Punk compie 40 anni. Celebrazioni nello storico locale The 100 Club.

Gli organizzatori degli eventi londinesi collegati a “Punk.London 40 anni di cultura sov-versiva”, tramite il sito http://www.punk.london, invitano tutti coloro che vogliano organizzare eventi in autonomia, a segnalarle sulla pagina apposita del sito e ad utilizzare il logo dell’evento, applicando il postulato del movimento “do-it-yourself”.

Spulciando tra i sostenitori dell’evento ci sorge spontanea una domanda: il punk è definitivamente morto? Allora lunga vita al Punk!

 

 

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