“Who invented the typical girl” era una strofa di una canzone delle Slits del ’79. Quattro artiste si sono cimentate nella spiegazione di come essere donne nel rock sia ancora vista come un’anomalia.

Chi sono le Ragazze Atipiche?

Viv Albertine – Clothes Clothes Clothes, Music Music Music, Boys Boys Boys

Lei, che il punk l’ha vissuto in prima persona, racconta nel suo libro la storia delle Slits (la sua band), lo spirito del DIY del punk, la scena londinese della fine degli anni ’70. Il tutto, narrato con ironia e disincanto.

Kim Gordon – A girl in a band

La bassista dei Sonic Youth descrive punti di contatto e punti di rottura di una band per la quale è sempre stata essenziale, sia come autrice e musicista, che come produttrice.

Grace Jones – I’ll never write my memories

La Jones ha sempre fatto della provocazione la sua arma: nel suo libro parla della scena mondana di NYC e Parigi, del rapporto con la Giamaica, la sua madrepatria, delle responsabilità delle major, del suo lavoro di immagine e performance.

Carrie Brownstein – Hunger makes me a modern girl

L’arrivo di Internet è a metà della carriera di Carrie e trasforma tutto. Lei riversa tutte le sue energie nella musica, nell’essere fan e in Riot Grrrl. Nel libro sono descritte le memorie di queste ultime, la sua vita dopo lo scioglimento della band (palco, animali, solitudine). “La musica non solo mi ha dato di che vivere, ma un’unione duratura con l’ineffabile”

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