Raramente c’è una sola onda. Ovvero la storia di Björk,un’artista a 360°

Le onde del destino di Björk: da icona proto-punk a maestà elettro-pop transnazionale, da sopraffina performer a istrionica attrice, dalle spumeggianti onde alle secche della stasi. Una carriera densa di avvenimenti artistici che dall’Islanda – terra di fuoco e di ghiaccio – ha invaso l’intero globo. Ripercorriamo le onde che dagli esordi portano Björk alla pubblicazione del suo decimo album solista Vulnicura Strings, uscito a dicembre 2015 e gemello di quel Vulnicura uscito a gennaio dello stesso anno.

L’esperienza Sugarcubes

Negli anni ’80 è attiva con la band dei Sugarcubes che, grazie al fortunato singolo Afmæli e a John Peel, si conquista ampi consensi e un certo numero di fan fuori dai confini nazionali.

La carriera solista

Lascia il gruppo per dedicarsi alla carriera solista, pubblicando nel 1993 Debut, che la lancia al successo internazionale e al Brit Award. Le sonorità dell’album sono elettroniche avantgard, capaci di accontentare gusti trasversali dei fan. Violent happy, Big Time Sensuality e Venus as a Boy (che appare nella colonna sonora del film Lèon) sono tra i brani significativi dell’album. Nel 1995 esce Post più complesso del precedente e con maggiori venature techno, prodotto con Nellee Hooper, Tricky, Graham Massey e con la collaborazione di Howie B: Enjoy, Army of me (scelta nella colonna sonora di Sucker Punch), Isobel, Hyper-ballad sono tra i brani di punta. Homogenic nel 1997 chiude le produzioni artistiche del secolo: coadiuvata da Howie B., Tricky, Goldie e Mark Bell compone un piccolo capolavoro. Su dieci canzoni ben cinque diventano singoli. Ricordiamo Bachelorette, Joga, Hunter e All is full of love, accompagnati da video di alto valore. L’album è concepito come un organismo vivente: il sistema nervoso è rappresentato dalla sezione archi, i polmoni e l’ossigeno dalla voce, il cuore dal ritmo. L’abito da cyber-gesha che indossa per la promozione del disco è disegnato da Alexander McQueen.

Biophilia: ogni applicazione corrisponde ad una diversa canzone dell’album.

Raramente c’è una sola onda

La svolta degli anni duemila

Nel nuovo millennio escono Vespertine (2001), Medulla (2004), Volta (2007), Biophilia (2011): Björk, ora star internazionale, può permettersi qualsiasi sperimentazione. Abbraccia quindi l’elettronica oltranzista, l’ermetismo, l’autocelebrazione. Vespertine si ispira a momenti di solitudine dedicate all’introspezione. In Medulla, ribattezzato dai fan “The lake experience”, tutti gli strumenti sono ricreati al computer e la sua voce è l’unica vera protagonista. Nella cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Atene nel 2004, canta Oceania, indossando un abito il cui velo, durante l’esibizione live, copre 10mila metri quadrati dello stadio, spalti e atleti compresi. Con Biophilia esplora anche una nuova multimedialità creando una app per iPhone per fruire del prodotto. Si tratta di un pacchetto composto da dieci applicazioni per iPhone/iPad, a loro volta tenute insieme da un’applicazione madre. Ogni applicazione corrisponde ad una diversa canzone dell’album e cambia aspetto nel corso del tempo. Rappresenta un mix originale tra musica e tecnologia, innovazione e poesia in puro stile Björk. Il tour che accompagna l’uscita dell’album è una combinazione fantastica fra musica, natura e tecnologia: sul palco trovano posto avveniristici strumenti tra i quali lo sharpsichord, un gigantesco carillon a energia solare azionato dalla luce stellare.

Raramente c’è una sola onda

Esperimenti multimediali

Arriviamo quindi al 2015. A gennaio, lasciate da parte le incursioni nella multimedialità, esce Vulnicura, ambizioso e monumentale. L’album dura un’ora e ci sono tanti brani oltre i cinque minuti. Forte la presenza degli archi. E’ un album pieno di sofferenza, che scava nel profondo della psiche umana. Le canzoni sono ispirate dalla fine della sua relazione con Matthew Barney.

L’artista islandese inaugura l”otto marzo al MoMa “Björk”, una retrospettiva che ripercorre ogni aspetto della sua carriera.

A dicembre esce Vulnicura strings che non è semplicemente la versione acustica del precedente lavoro, ma è un tentativo di dare nuova identità alle canzoni, con una rilettura in chiave acustica, dove la sezione degli archi diventa preponderante, ancora di più che nel passato.

Guardate qui il live di Stonemilker e Unreveal

 

 

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