“Accetto la rabbia e le paure, Toffolo, Manuel e i Massimo Volume. Accetto Voldemort e Dart Fener, Jack Ruby e quel pazzo di Ferrell.”

Accetto Voldemort e Dart Fener

La citazione è tratta dal brano Accetto tutto, incluso nell’album La guerra di domani dei Sorge – la collaborazione fra Emidio Clementi e Marco Caldera.

Mi è sempre piaciuta la capacità dei Massimo Volume di cantare/recitare canzoni che evocano pensieri e riflessioni profonde sulla vita. Quando ho letto di questo nuovo progetto di Clementi ho subito cercato i brani. Il progetto nasce dall’idea di Clementi di fare un disco di blues elettronico e Caldera lo ha incoraggiato, rielaborando in chiave hip hop le idee originarie.

I Sorge

Se i Massimo Volume venivano considerati “faticosi” per il parlato piuttosto che il cantato, questo nuovo progetto esalta le doti di recitazione, alla base  del genere hip hop. Il progetto prende il nome da Richard Sorge, definito dallo scrittore Tom Clancy “la migliore spia di tutti i tempi”. É stato agente segreto dell’Unione Sovietica, con la copertura di giornalista, inviato in diversi paesi europei prima, in Cina e Giappone negli anni ’30-’40 fino a quando non fù giustiziato. La sua vita è stata sempre “sotto copertura”, un po’ come quella degli artisti.

Sorge, La guerra di domani. Riflessione sul cambiamento del suo mondo.

Accetto tutto

Clementi considera il brano prima citato Accetto tutto come un inno alla vita. Cliccate per ascoltarlo e valutate se siete d’accordo con lui o con quanti che lo considerano un gesto di resa. Ogni vita è, dal punto di vista dello scrittore, materiale perfetto sul quale narrare.

Nel brano Bar Destino sembra quasi di vedere, attraverso gli occhi delle persone nominate, un flash back delle loro vite. In una intervista Clementi afferma che a lui, l’affollamento, piace, che ha bisogno di altri personaggi per valutare il proprio punto di vista. Nella canzone i personaggi sembrano ballare intorno a lui, per ricordargli il cammino che ha percorso fino a questo momento. Concede spazio alla nostalgia, senza però esserne vittima.

L’album è anticipato dal singolo Noi Facciamo ciò che siamo: “così ho chiesto tempo una breve proroga alla mente, che al sole pare accettabile, la sera è affollata peggio di una sala d’aspetto”, recita Clementi, una riflessione sul cambiamento del suo mondo, messo in scena.

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