Scopriamo quali sono gli album freschi di stampa del mese: siamo nel bel mezzo dell’inverno ma chi ha deciso di far uscire il suo nuovo album quando gli alberi sono ancora spogli?

Freschi di stampa – Le nuove uscite

MOTORPSYCHO – Here Be Monsters

La band norvegese esce col nuovo lavoro, commissionato per il centenario del Norvegian Technical Museum, dai suoni psichedelichi e progressive. Sulle poche note del pianoforte, prendono forma i sette brani dell’album. Sette suite all’apparenza semplici, che svelano la loro natura “mostruosa”.

THE CULT – Hidden city

Questo è l’ultimo capitolo della trilogia di Ian Astbury e Billy Duffy che, con Born into this e Choice of Weapon prima e Hidden City ora, hanno dato vita ad un concept sulle ragioni del divenire e dell’essere e sul risveglio dell’ antico spirito nell’età oscura. I Cult della maturità possono permettersi tanta creatività. Il loro marchio è sempre la voce di Astbury.

The Cult escono con Hidden City, ultimo capitolo del concept.

MARLENE KUNTZ – Lunga attesa

La band di Cuneo torna con un disco di sole chitarre, con suoni grezzi e testi che rivendicano la propria matrice rock. La scelta tra l’evolvere o il restare fedeli a se stessi non ha risparmiato critiche ai Marlene Kuntz. Sono sempre stati la band più colta e cerebrale e qui alternano rock-ballad a rallentamenti calcolati. Dodici tracce in memoria degli esordi, che privilegiano suono e sensazioni.

TRICKY – Skilled Mechanics

Tricky riprova ad avvicinarsi ai fasti dei primi album. Brani più atmosferici si alternano a ritmi urbani e, aiutato da collaboratori validi, sembra essere riuscito nell’intento.

Marlene Kuntz escono con Lunga attesa e Tricky con Skilled Mechanics

KULA SHAKER – K 2.0

Esce il terzo album post reunion, con un lancio il grande stile. I suoni sono quelli di sempre: a vent’anni dal loro capolavoro K, i Kula Shaker restano loro stessi senza rinunciare alla ricerca e ai suoni innovativi. La nostalgia dei loro esordi lascia spazio all’eredità delle loro melodie e ai suoni della tradizione indiana senza cadere nell’autocelebrazione.

BLOC PARTY – Hymns

Ci provano, anche loro, a tornare ai successi degli esordi. Cambiata la sezione ritmica, messe da parte le velleità dance sono tornati a composizioni più vive. Hanno scelto di imboccare più vie: ci sono pezzi rock, brani in cui emerge l’elettro-clash, altri più pop. Niente di nuovo ma siamo contenti che abbiano ritrovato la loro vena creativa.

E voi cosa avete scelto di ascoltare per primii? Qual è il commento a caldo?

Kula Shaker a vent'anni dal loro capolavoro K escono con K 2.0.

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