Versione 2.0

È da un po’ di tempo che osservo come siamo invasi dalla Versione 2.0, termine usato, qualche volta a sproposito, per dare un’immagine di modernità e velocità di scambio di informazioni che sà di vecchio già in partenza. Ma guardando la cosa positivamente, oggi mi sono imbattuta, con vero piacere, nella Versione 2.0 a proposito di uno dei miei temi preferiti: la musica.

Wolfmother

Wolfmother: sguardo rivolto al passato ma ben piantati nel presente.

Nella recensione dell’ultimo album Victroius, i Wolfmother vengono definiti come “… una versione 2.0 dei Black Sabbath. Con un cantante meno spettacolare ma più intonato…“, “musica con lo sguardo rivolto al passato ma con i piedi ben piantati nel presente”. Sono passati dieci anni dal folgorante esordio che ha proiettato la band all’attenzione mondiale e Andrew Stockdale (il cantante attorno al quale ruota l’intero progetto Wolfmother) riprova a bissare i livelli dei primi due album. Date uno sguardo al video di Victorious, la title track dell’album e controllate di persona se ci è riuscito.

Kula Shaker

Kula Shaker Tattva e Govinda rappresentano le loro sonorità.

Hanno iniziato nel 1996 con parole in sanscrito, melodie psichedeliche, sonorità indiane, energia: K è il primo album dei Kula Shaker mentre Tattva e Govinda sono i singoli che rappresentano le loro sonorità. Provate a cliccare sui link per tuffarvi in un immaginario viaggio in India. La copertina stessa dell’album è geniale: a fare da cornice ad immagini della tradizione induista, sono una serie di personaggi legati alla lettera K, tra i quali ricordiamo King Kong, Martin Luther King, Grace Kelly, John Fitzgerald Kennedy. L’album che vende oltre un milione di copie,  raggiunge il primo posto delle classifiche inglesi; il suo punto di forza è una rappresentazione musicale fuori moda per il periodo.  A distanza di 20 anni, esce K 2.0  con il quale i Kula Shaker vogliono aggiornare il loro approccio verso la musica. L’album rappresenta un viaggio personale, con riflessioni sui grandi sistemi, sulla ricerca di libertà. Vi consiglio l’ascolto di Oh Mary “in your head you can go everywhere”.

A distanza di 20 anni esce K 2.0 dei Kula Shaker, il loro viaggio personale

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2 Comments on Siamo invasi dalla Versione 2.0

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