L’anno che lasciamo è stato intenso, ci saranno tanti ricordi del 2016. Tanti sono gli spunti che nascono dal caos. Da quello che lasciamo nascono le nuove idee che forniranno le basi per un nuovo inizio.

Ricordi dal 2016

David Bowie ha lasciato a gennaio il suo ultimo capolavoro.

Lazarus e Blackstar e la mostra David Bowie is con i costumi di scena.

 

Anche in questo frangente il duca bianco si è distinto. Ho potuto ammirare a Bologna la mostra itinerante Bowie is, dove si ripercorre la sua carriera artistica nelle varie sfaccettature. Dai primi passi nel mondo della musica al successo mondiale, passando per le varie fasi della sua carriera: vengono rpubblicati appunti, costumi di scena, video, canzoni che hanno influenzato moltissimi artisti e anche persone comuni in tutto il mondo. Chi non è stato influenzato da lui, sia in positivo che in negativo? Lazarus è stato il singolo che ha anticipato l’album Blackstar che, come una stella, può guidarci il cammino.

La strada è cupa e ci porta ad aprile alla fatica del 2016 di PjHarvey: The hope six demolition project.

PJ Harvey: The Hope Six Demolition Project e The Hollow of the Hand.

Più che un semplice album, un progetto artistico che culmina con la Open recording session, una vera e propria installazione vivente, dove un pubblico di fan poteva assistere alla registrazione dietro un vetro alla Somerset House di Londra. Il progetto parte dai viaggi che Pj Harvey ha fatto con l’amico Seamus Murphy, fotografo e filmmaker, in Kosovo, Afghanistan e Washington DC durante i quali ha scritto i testi. Il viaggio è stato documentato anche da fotografie e poesie pubblicati nel libro The Hollow of the Hand, presentato al pubblico in occasione di vari reading. Il progetto artistico complessivo lascia il segno sia dal punto di vista artistico che dalla narrazione sociale perché non è mai troppo tardi per aprire gli occhi.

 

PJ Harvey: The Hope Six Demolition Project e The Hollow of the Hand.

Nick Cave & Leonard Cohen

Nick Cave pubblica il bellissimo The Skeleton Tree con docufilm.

Il cammino si fa sempre più intricato e ci porta alle scogliere di Brighton: un lutto privato porta il percorso artistico di Nick Cave alla pubblicazione dell’album The skeleton tree anticipato dall’uscita in poche sale selezionate nel mondo del film documentario One more time with feeling. Il film è girato in bianco e nero e in 3D da Andrew Dominik, le performance live delle nuove canzoni si intrecciano ad interviste, riprese e riflessioni.

 

 

 

Leonard Cohen pubblica You want it Darker, è pronto ad accettare il futuro.

In ottobre esce You want it darker, l’ultimo album di Leonard Cohen le cui canzoni vivono nel mondo immutabile della poesia. È ancora grande e riesce ad ispirarci e a condurci nel nostro sentiero. “Eccomi, sono pronto mio Signore” canta nella title track, pronto ad accettare serenamente il futuro. E qui dobbiamo citare Nick Cave “le canzoni non sanno profetizzare nulla prima che accada. Ma le parole sanno interagire col tempo in forme misteriose, talvolta inquietanti.” Qualcuno deve cantare le stelle, qualcuno deve cantare la pioggia, qualcuno deve cantare il dolore, qualcuno deve cantare il sangue.

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